skip to Main Content
Menù
Hobby_lavoro_stampa 3d

Stampante 3D: a cosa serve?

tratto dal video 4doitaly – Stefano Ala Come iniziare con la Stampa 3D
adattamento di Matteo Sgherri – the Pixels Chips – Toy design e stampa 3D

Nella scelta della tecnologia della stampa 3d bisogna porsi domande come: a cosa serve? Vediamo insieme il percorso per districare la scelta.

Le stampanti 3d sono un argomento molto articolato e in questo articolo si confronteranno con gli scopi o settori di applicazione, in termini semplici: a che cosa serve una stampante 3d?

Grazie alle prototipazione rapida è possibile trasporre dal digitale un oggetto 3d nel mondo reale, ma questa non è la sola caratteristica da indagare: qual è lo scopo finale applicativo del prodotto realizzato? Un progetto di ingegneria? Un gioiello? Un vaso? Proviamo insieme a capire il percorso per dare forma alla scelta consona.

Quando si parla di campi applicativi delle stampanti 3D, si divide tra applicazioni estetiche e prove fisiche, che include sia meccaniche che chimiche. Approfondiamo cosa si intenda e quali siano i consigli.

Per applicazioni estetiche è possibile associare settori come modellismo statico, per esempio pedine di cavalieri per giochi di ruolo, o come gioielleria, per esempio anelli intarsiato. Si traduce quindi in precisione in dettaglio e quasi importanza marginale alle resistenze fisiche, se non giusto a qualche caduta. Nella varietà di tecnologie delle stampanti 3d si traduce in macchine con passi di lavorazione al micron, tra centesimo e millesimo di millimetro, andando nella zona di scontro tra FDM  e SLA/DLP, dove queste ultime sono spesso pubblicizzate come le più indicate dai media.

Dall’altra parte le prove tecniche fisiche si esprimono con materiali tecnici, adatti a sopportare sforzi meccanici o resistenze chimiche, o la combinazione di entrambe, in progetti in cui si produce uno o più pezzi da utilizzare. In questo frangente settori come nautica, automotive, robotica e molte altre industrie scelgono tecnologie di prototipazione rapida verso affidabilità e versatilità dei materiali, spesso per stampanti 3d a deposito di filamenti, o FDM, o in casi tecnici più estremi per stampanti a fusione di polveri, in cui ci sono vari tipi di plastiche e metalli.

In questa netta divisione delle applicazioni ci sono due voci contrapposte che si pongono trasversalmente: applicazioni a livello hobbistico o professionale. Molte persone, ritenendo che la propria passione non sia inquadrata nel lavoro, reputano le necessità della stampa 3D come un passatempo e che i risultati siano della stessa scala. Dall’altra parte sottostimare la stampa 3D in ambito professionale si traduce in aspettative nelle applicazioni con risultati forse discutibili. Un esempio che potrebbe avere entrambe le visione è il ciclismo: da una parte piccoli accessori sono riproducibili a livello amatoriale, quali decorazioni sul manubrio o elaborati passacavi; dall’altra parte componenti meccaniche o strutturali sono indicate per produzioni professionali, come ingranaggi per il cambio o manubri da corsa sagomati a fronte di una scansione degli arti del ciclista. Invertire in questi esempi la tipologia di materiali e la tecnologie delle stampanti 3D potrebbe dare risultati esagerati per le decorazioni e disastrosi per meccaniche e strutture.

Per tirare le somme la stampa 3D è un importante passo da incastrare nel flusso di lavoro o per la propria passione. Il tutto si coniuga con le tecnologie indicate per i campi applicativi, tra estetica dettagliata e resistenze fisiche, andando a sfumare tra materiali dalle svariate finiture e dalle peculiari proprietà chimiche e strutturali.

Back To Top